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ALLENAMENTO: ESERCIZIO SUL DOMINIO PER I PICCOLI - L'ASPETTO LUDICO IN PRIMO PIANO

Quando si "lavora" con i più piccini, su qualsiasi obiettivo si stia lavorando, la cosa più importante è lavorare sempre facendoli divertire. Oggi proponiamo un'attivazione, ludico motoria, con obiettivo tecnico della conduzione. Come vediamo dalla raffigurazione, grazie a dei coni formiamo un quadrato. Di medie dimensione, dove all'interno faremo condurre palla ai piccoli campioncini. Al fischio del mister, gli allievi usciranno dal quadrato passando nei canaletti fatti con le aste, dovendo andare nelle tane. In questo caso, nella raffigurazione ci sono 5 allievi, e quindi quattro tane, in modo che l'esercizio si può fare anche sotto forma di gara. Ovviamente a seconda del numero dei bimbi metteremo più o meno tane o faremo due stazioni identiche. Ovviamente quest'esercizio, può avere molte varianti, che lasciamo alla fantasia degli istruttori, sia dal punto di vista tecnico che motorio. Inserendo la gara ovviamente ci sarà l'aspetto ludico, che i picco…

IL NUMERO 10 : CARATTERISTICHE ED EVOLUZIONE


Quasi tutti abbiamo un sogno da bambini, quello di diventare il numero 10 della propria squadra del cuore. Alzi la mano chi non abbia avuto questo desiderio da piccolo e chi non abbia avuto, in qualsiasi partita il sogno di indossare questo fatidico numero. Ogni amante del calcio ama, sogna, desidera questo numero, indossato dai più grandi campioni di tutti i tempi, da Maradona a Messi arrivando ai nostri connazionali Baggio, Del Piero e Totti.
In passato il 10 era il classico trequartista, il giocatore a tutto campo, con mansioni del tutto offensive che decideva il più delle volte la partita con una giocata da fuoriclasse come ad esempio un calcio piazzato o un’invenzione libera che facesse portare a casa i tre punti e che valeva il prezzo del biglietto per gli spettatori accorsi in massa.
Ebbene si il famoso calcio piazzato, la punizione dal limite, o il calcio di rigore, che costantemente toccava al NUMERO 10.
Pian piano questo numero, o per meglio dire, il ruolo del fantasista e quindi del numero 10 si è evoluto e le proprie caratteristiche sono cambiate.
Nel corso del tempo possiamo ricordare il nostro Francesco Totti essere la vera punta della Roma di Spalletti con il quale vinse anche la scarpa d’oro.
Con il passare del tempo, e con i cambiamenti tattici, e con le partite sempre più noiose il numero 10 ha cambiato le proprie caratteristiche, non essendo più un giocatore con le sole mansioni offensive, ma si è trasformato pian piano in tutt’altro. Ormai i giocatori con queste caratteristiche vengono adoperati come esterni offensivi, con compiti anche e soprattutto difensivi. Questo porta questi giocatori ad essere meno lucidi in fase offensiva e a non dare più quello spettacolo che c’era precedentemente. Con il cambiare del calcio, ormai il fantasista non è più quel giocatore di diversi anni fa, anzi tante volte viene anche relegato in panchina perché tanti allenatori lo ritengono un problema invece che un grande jolly. Ci troviamo cosi ad assistere a partite con questi straordinari giocatori seduti in panca mentre la noia della partita ci assale sempre più.
Allora viene spontanea la domanda?! Ma il calcio non dovrebbe essere uno spettacolo?...e quindi questi giocatori vederli sempre nel rettangolo di gioco ad “insegnare calcio”?! sicuramente però ormai lo sfegatato obiettivo di raggiungere il risultato relega tutto il resto in secondo piano.
E probabilmente questo ruolo che ha fatto la storia del calcio, piano piano si andrà ad estinguere viste le necessitudini e di quanto è cambiato il calcio.
Anche perché già dalle scuole calcio, si cerca il risultato e per lo più i ragazzini vengono comandati come se ci fossero dei joystick dai propri istruttori, cosi da mettere la fantasia e l’individualità sempre di più in secondo piano.
Tutto questo ha come risultato quello che sta accadendo negli ultimi anni, con un calcio sempre più fisico e con la scomparsa dei grandi numeri 10. Basti pensare che probabilmente l’unico ancora in circolazione è Leo Messi, e che senza guardare troppo in là gli ultimi due in Italia sono stati Del Piero e Totti che si avvicinarono al calcio di livello più di venti anni fa. Poi per il resto il nulla, con forse solo Insigne che si avvicina come caratteristiche e come giocate ai “vecchi” grandi campioni ma con poca continuità e probabilmente in un ruolo come abbiamo già detto diverso dal “DIES”.
Con la speranza che qualcosa cambi, e si torni a qualche anno fa per poter vedere altre magie dei numeri 10 cosi da continuare ad alleviare il sogno di tutti i bambini, di essere un giorno dei grandi fantasisti.





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